sabato 11 maggio 2019

Recensione di “Bello, elegante e con la fede al dito” di Andrea Vitali



Ciao a tutti ed eccomi giunta all’ultima recensione della giornata!

Dopo le due letture a dir poco sconvolgenti di cui vi ho parlato stamattina, ho deciso di andare sul sicuro e, come sempre in questi casi accade, sono tornata all’ovile dal mio amato Andrea Vitali che mi dá sempre allegria, sensualità e storie ricche sia di quotidianità che di sotterfugi.

Venite con me che ve lo presento meglio!

CARTA DI IDENTITÀ 


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AUTORE: Andrea Vitali
TITOLO: Bello, elegante e con la fede al dito
PAGINE: 271
CASA EDITRICE: Garzanti
PERCHÉ L'HO LETTO: per rilassarmi un po’, dopo le due letture precedenti che mi hanno messo a dura prova!!!
GENERE: narrativa

TRAMA

Vista dal treno, la riva orientale del lago di Como è un vero spettacolo: tra una galleria e l'altra appaiono scorci di paesaggio da mozzare il fiato. Ne subisce il fascino Adalberto Casteggi, quarantenne, bello ed elegante oculista con studio a Milano. Si è innamorato del lago andando su e giù in ferrovia per sostituire qualche volta un collega all'ospedale di Bellano. Su quelle sponde ha stabilito ora il suo buen retiro, deliziato anche dalla compagnia di una sua paziente del luogo. Si chiama Rosa Pescegalli. Ha trentasei anni e li porta benissimo. Gestisce una profumeria e ha fatto palpitare parecchi cuori. È bella davvero, ma con gli uomini ha preso un po' le distanze, dopo una sofferta storia con un fascinoso calciatore del Lecco. Adesso li fa girare come vuole e quando vuole lei, ma niente impegni. Il dottore ne resta imbambolato, e stordito da tanta bellezza dimentica che, come tutte le cose belle, anche questa ha un suo prezzo. Un prezzo che bisognerebbe valutare se è il caso di pagare tutto o no, perché dietro l'oro luccicante del lago, delle montagne e soprattutto dello sguardo magnetico di Rosa (e della sua scollatura), si nascondono vecchi rancori e velenosi desideri di vendetta. Con "Bello, elegante e con la fede al dito", Andrea Vitali ci coinvolge in una storia solo in apparenza tranquilla di metà anni Sessanta. Lo splendore dei luoghi in cui ambienta i suoi romanzi ci rapisce, ma stavolta Vitali vuole metterci in allerta: come una giornata uggiosa di novembre può tingere il paesaggio di un mesto grigiore, anche gli amori più avvincenti possono d'un tratto mostrare il loro lato più pernicioso.


RECENSIONE

Come vi dicevo poco sopra eccomi tornata, per necessità di cuore (le troppe emozioni mi scombussolano...c’ho un’età io!!!) alla calma (e nemmeno tanto!) e all’allegria che mi regala sempre Andrea Vitali.

Chi mi segue sa che amo molto questo scrittore, perché le sue storie di vita quotidiana, sono un continuo susseguirsi di fraintendimenti, amori (più o meno ufficiali), ripicche, vendette, indagini (anche queste più o meno ufficiali!), che sviano il lettore dal presente, traghettandolo per gli albori della storia, per arrivare al presente e alle sue storie pazzesche.

Eh si perché anche questa volta il Vitali, col tuo tono sempre chiaro, semplice, preciso, ci coinvolge in un’altra vicenda simpaticissima, che vi strapperà sorrisi...e non solo.

Ambientata sempre negli anni del dopoguerra (per la precisione questa volta siamo negli anni 60, anche se gli antefatti della storia si svolgono verso la fine degli anni 40) e nell’amata zona di Bellano sul Lago di Como (anche se questa volta ci spostiamo per brevi attimi a Lecco, Milano e alla “bomboniera”...dovete correre a leggere per sapere a cosa mi riferisco!!!), il dott. Andrea Vitali ci porta a conoscere la bella Rosa, l’affascinante oculista Adalberto Casteggi nonchè tutta una serie di personaggi che ruotano intorno a questi protagonisti e che condiscono non poco l’allegra vicenda che li coinvolge, anche questa colma di chiacchiere di paese (e di città!), di sotterfugi, di vendette tramate millantando certezze di fatti (che spesso non sono così certi!), di amori vecchi, nuovi e futuri...forse.

A questo punto vi starete dicendo: “Si, Simona, ma ci racconti sempre le stesse cose di questo scrittore! Saranno tutti uguali questi libri e dopo decine di storie non saranno pure diventati un po’ noiosi?”
Ebbene cari lettori: NO!
Perché nonostante le centinaia di pagine che Vitali ha scritto in tutti questi anni, a volte anche in collaborazione con altri artisti o uscendo dalla sua comfort zone, ogni suo romanzo mi regala una vicenda sempre fresca e nuova, le trame sono per nulla scontate e i personaggi (in particolar modo i nomi che già di loro valgono la pena della lettura!!) sempre con caratteristiche uniche.

Ecco perché mi sento sempre di consigliarne la lettura, ogni pagina sfogliata vi donerà una diversa espressione del viso: vi dispererete con Rosa, piangerete con Zigrina, bestemmierete con Salvatore e vi invischierete  nelle vicende dell’Adalberto, ma non solo: pure ogni singolo personaggio secondario vi lascerà una piccola impronta...come la Bernice, l’Emerito (lo so che non si scrivono i nomi con l’articolo, ma sto passeggiando con loro per le vie del paese, suvvia!!!) e la mitica Rossella!!!

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9
Scrittura: 9
Personaggi: 9
Complessivo: 9

E voi, vi siete divertiti? Avete seguito le vicende di Rosa, il bell’oculista, Zigrina e Salvatore con la curiosità e le emozioni che si susseguono come ho fatto io?

Sapete che se volete condividere le vostre impressioni, io le leggerò con immenso piacere!

Alla prossima!!! Che sarà inevitabilmente il 27 maggio!!! 😂😂😂🤣🤣🤣


Simo

Recensione de “Il metodo del coccodrillo” di Maurizio De Giovanni



Ciao a tutti amici lettori e bentrovati!!! 
Weekend di libri in tutti i sensi: corro a finire le recensioni della Challenge Pizzaiola (naturalmente all’ultimo giorno e sul filo del rasoio...ma La Libridinosa mi ama anche per questo 😂😂😂!)  e poi domani un tuffo tra libri, scrittori e amiche bloggerine presenti al Salone del Libro di Torino...quindi mettiamoci subito in marcia!!! 💪🏻💪🏻💪🏻


CARTA DI IDENTITÀ 


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AUTORE: Maurizio De Giovanni
TITOLO: Il metodo del coccodrillo
PAGINE: 247
CASA EDITRICE: Mondadori
PERCHÉ L'HO LETTO: era da un po’ che la mia amica Lisse del Blog Pane, libri e mocaccino non segnava una tacca...ho voluto accontentarla!
GENERE: giallo giallissimo

TRAMA

Napoli, così, non l'avevamo vista mai. Una città borghese, inospitale e caotica, cupa e distratta, dove ognuno sembra preso dai propri affari e pronto a defilarsi. È esattamente questo che permette a un killer freddo e metodico di agire indisturbato, di mischiarsi alla folla come fosse invisibile. "Il Coccodrillo" lo chiamano i giornali: perché,  come il coccodrillo quando divora i propri figli, piange. E del resto, come il coccodrillo, è una perfetta macchina di morte: si apposta, osserva, aspetta. E quando la preda è a tiro, colpisce. Tre giovani, di età e provenienza sociale diverse, vengono trovati morti in tre differenti quartieri, freddati dal colpo di una unica pistola.
L'ispettore Giuseppe Lojacono è l'unico che non si ferma alle apparenze, sorretto dal suo fiuto e dalla sua stessa storia triste. È appena stato trasferito a Napoli dalla Sicilia. Un collaboratore di giustizia lo ha accusato di passare informazioni alla mafia e lui, stimato segugio della squadra mobile di Agrigento, ha perso tutto, a cominciare dall'affetto della moglie e della figlia. Un paria, ecco cos'è diventato, un uomo inutile e inutilizzato, seduto a una scrivania vuota e impegnato in sanguinose sfide a scopa con il computer. 
È il giovane sostituto procuratore incaricato delle indagini, la bella e scontrosa Laura Piras, a decidere di dargli un'occasione, colpita dal suo spirito di osservazione. E così Lojacono, a dispetto di gerarchie e punizioni, l'aiuterà a trovare il collegamento, apparentemente inesistente, tra i delitti. A scorgere il filo rosso che conduce a un dolore bruciante, a una colpa non redimibile, a un amore assoluto e struggente: perché con il suo volto luminoso o con la sua maschera più terribile, è l'amore a racchiudere il senso dei nostri giorni. 
In una Napoli sempre più nera e indecifrabile, si fronteggiano due figure solitarie, mosse da una determinazione incrollabile. Come in uno specchio, l'investigatore e il killer. Un nuovo capitolo dell'eterna lotta tra il bene e il male.


RECENSIONE

Era da un bel pó di tempo che volevo leggere qualcosa di Maurizio De Giovanni (naturalmente “per colpa” della mia amica Lisse...si sempre lei http://panelibriemocaccino.blogspot.com/?m=1) e così, visto che amo le cose fatte per bene, sono andata a prendere il primo libro della serie I Bastardi di Pizzofalcone (si, proprio quelli che hanno fatto anche in tv!) ed eccomi qui a condividere con voi il mio parere!

Sinceramente sono partita aspettandomi il solito giallo tranquillo: omicidio, indagini più o meno movimentate, qualche scena di suspance, soluzione, cattura del cattivo, riflessione dell’ispettore, FINE!
E invece...NO!!!

Sono stata catapultata immediatamente in una Napoli caotica e indifferente a chi la popola, in una situazione che di monotono non ha nulla: l’ispettore che dovrebbe essere al centro del libro é un povero disgraziato che passa le sue giornate a giocare al pc sul posto di lavoro (non per sua scelta naturalmente, ma perché sta bene che non faccia assolutamente NIENTE!), a scambiare qualche battuta col collega di scrivania (questa ve la devo riportare: ho riso per mezz’ora!  “E allora la voglio denunciare, commissa’: la dovete mettere qua dentro, in galera, a lei e ai suoi gatti. La voglio denunciare per mandamento affanculo».
Giuffrè non sapeva se ridere o piangere”...nel mio caso ho pianto dal ridere!), l’omicida che ha preparato con assoluta freddezza i suoi crimini si descrive da solo e quasi viene voglia di consolarlo, mentre la forse storia d’amore...beh si, quella era prevedibile...me l’aspettavo!!!

Ma vedo di spiegarmi meglio!
Innanzitutto: i personaggi!!! Li ho adorati tutti! L’ispettore Lojacono resta ovviamente il mio preferito (magari anche per via del suo alter ego televisivo!). 
La sua storia privata é forte e dolorosa, il suo lavoro lo ha portato ad essere uno stipendiato che non deve fare assolutamente nulla a decine di chilometri dalla sua famiglia (che per inciso lo odia...andate a scoprire da voi il motivo!!!), i colleghi gli mandano continue frecciatine,...insomma la sua situazione non é propriamente rosa e fiori!!! 
Ma ecco che arriva LEI (la mitica Laura Piras, terribilissima e bellissima sostituto procuratore!! Io la adoro!) a dargli una seconda possibilità, grazie alla grande intelligenza che lui dimostra e che solo un tonno (come il suo dirigente Di Vincenzo effettivamente é!!!) non utilizzerebbe al meglio!!!
Anche l’omicida ha catturato la mia attenzione e, nonostante non possa assolutamente perdonargli quanto compie, da un lato lo si può quasi capire; é un uomo che sceglie di compiere azioni terribili in seguito ad un immenso dolore (nutrito dall’amore più vero e profondo che esiste al mondo) e lucidamente procede in quella terribile direzione fino alla fine.
Sono due uomini che portano con loro un fardello davvero pesantissimo e questo é proprio un punto innovativo a favore dell’autore: non avevo mai trovato protagonisti che, accanto all’indagine centrale del libro, avessero una seconda storia così forte e importante che procede parallelamente. 

Per quanto riguarda lo stile, altro punto a favore dell’autore: scrittura più che coinvolgente, narrazione lineare che permette a noi lettori di svelare pian piano il mistero e brevi capitoli (che amo tanto) che si alternano tra narrazione di quanto avviene e pensieri del “cattivo”, i quali sono praticamente una continua lettera d’amore nei confronti di...(mica vi aspetterete che ve lo dica: su su correte a scoprirlo da voi!) giocano senza dubbio a far sì che la mia opinione su questo libro salga sempre più in alto!

Geniale anche la storia che dà spiegazione al titolo stesso del romanzo...una chicca tra le tante. 

Per quanto riguarda la parte più propriamente giallistica posso serenamente affermare che anche i lettori più esigenti non resteranno delusi.
La storia é avvincente sotto tutti i vari aspetti, solo verso la fine anche noi riusciamo a capire ciò che Lojacono intuisce già dall’inizio... la vena investigativa viene più che egregiamente accontentata!

Che dirvi ancora se non di correre ad iniziarne la lettura? 

Un solo consiglio: si tratta di un libro splendido, purtroppo condito da tante storie tristi, dove lo scrittore in alcuni punti ci fa sorridere e in tanti altri no, dove il finale vi lascerà a bocca aperta (non fatemi dire niente!!!!), dove ciò che vi aspettate difficilmente accadrà e soprattutto dove il cuore riceve tanti tanti colpi, per cui iniziatelo solo se pronti a vivere un susseguirsi di emozioni e solo se potete finirlo...altrimenti non riuscirete più a dormire!!!!

Buona lettura e...fatemi sapere se ho ragione!!!

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 10
Scrittura: 10
Personaggi: 9
Complessivo: 9/10

Un abbraccio

Simo

Recensione de “L’isola delle anime” di Johanna Holmström



Ciao a tutti e bentrovati tra le mie nuvole!! 
Come al solito mi  trovate: di corsa, all’ultimo e praticamente in ritardo nella pubblicazione delle mie recensioni legate alla Challenge a cui sto partecipando.

A mia parziale discolpa, questa volta devo dire che il libro che mi è stato consigliato mi ha turbato parecchio e le storie narrate sono state molto forti a parer mio.

Ma venite con me che ve le presento subito!


CARTA DI IDENTITÀ 


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AUTORE: Johanna Holmström
TITOLO: L’isola delle anime
PAGINE: 363
CASA EDITRICE: Neri Pozza
PERCHÉ L'HO LETTO: “obbligata” dalla Challenge mangereccia e nello specifico “per colpa” di Stefania del blog Due lettrici quasi perfette
GENERE: narrativa 

TRAMA

Finlandia, 1891. Una notte, ai primi di ottobre, una barchetta scivola sull'acqua nera del fiume Aura. A bordo, Kristina, una giovane contadina, rema controcorrente per riportare a casa i suoi due bambini raggomitolati sul fondo dell'imbarcazione. Le mani dolenti e le labbra imperlate di sudore, rientra a casa stanchissima e si addormenta in fretta. Solo il giorno dopo arriva, terribile e impietosa, la consapevolezza del crimine commesso: durante il tragitto ha calato nell'acqua densa e scura i suoi due piccoli, come fossero zavorra di cui liberarsi. La giovane donna viene mandata su un'isoletta al limite estremo dell'arcipelago, dove si erge un edificio, un blocco in stile liberty con lo steccato che corre tutt'attorno e gli spessi muri di pietra che trasudano freddo. E Själö, un manicomio per donne ritenute incurabili. Un luogo di reclusione da cui in poche se ne vanno, dopo esservi entrate. Dopo quarant'anni l'edificio è ancora lì ad accogliere altre donne «incurabili»: Martha, Karin, Gretel e Olga. Sfilano davanti agli occhi di Sigrid, l'infermiera, la «nuova». I capelli cadono intorno ai piedi in lunghi festoni e poi vengono spazzati via, si apre la cartella clinica della paziente, ma non c'è alcuna cura, solo la custodia. Un giorno arriva Elli, una giovane donna che, con la sua imprevedibilità, porta scompiglio tra le mura di Själö. Nella casa di correzione dove era stata rinchiusa in seguito alla condanna per furti ripetuti, vagabondaggio, offesa al pudore, violenza, rapina, minacce e possesso di arma da taglio, aveva aggredito le altre detenute senza preavviso. Mordeva, hanno detto, e graffiava. L'infermiera Sigrid diventa il legame tra Kristina ed Elli, tra il vecchio e il nuovo. Ma, fuori dalle mura di Själö la guerra infuria in Europa e presto toccherà le coste dell'isola di Àbo.


RECENSIONE

Come potete leggere nelle prime pagine del romanzo, la scrittrice prende spunto per la sua storia da quanto accaduto nel corso degli anni all’ospedale di Själö, nell’arcipelago di Nagu situato in Finlandia e dagli studi che un certo Pierre Pomme ha condotto, anche tramite degli esperimenti terribili, sulle donne affette da isteria e su discutibili metodi di guarigione che sono stati un pallidissimo inizio della psichiatria moderna.

Da qui prende il via una serie di storie di donne affette  dalle più svariate problematiche mentali, che vengono internate in questo ospedale e ci trascorrono quasi tutte  l’intera vita restante.

Sono ragazze, donne e anziane molto diverse tra loro, che intrecciano le loro esistenze con quelle delle infermiere che le seguono ogni giorno. 
In particolare conoscerete da vicino Kristina ed Elli, due pazienti, e Sigrid, una delle infermiere.

Se avete letto la sinossi che ho inserito qui sopra, avrete già capito che la storia di Kristina é quella che più mi ha reso difficile la lettura. Ogni qualvolta le vittime sono dei bambini, mi ritrovo davvero col cuore in gola e dolorante, provo a mettermi nella mente di questa mamma che ha compiuto un gesto estremo, ma, nonostante quanto viene poi descritto, non riesco comunque a farmene una ragione, così resto ferma nella lettura e devo far passare qualche giorno prima di riuscire a proseguire.
Tolto comunque questo mio personale pensiero, torniamo alla recensione del libro.

Ambientato appunto su un’isoletta sperduta della Finlandia, osserviamo quanto avviene tra il 1891, anno in cui si compie la tragedia di Kristina, il 1934, anno di arrivo a Själö di Elli, il 1936, anno in cui si approfondisce la storia di Sigrid, ed infine il 1997, anno della morte della dolce infermiera.
Il libro é composto da 3 grandi sezioni, più un prologo ed un epilogo, tutti suddivisi in capitoli piuttosto brevi che rendono molto scorrevole e agevole la lettura. 
Lo so che ve l’ho già detto, ma questo tipo di struttura mi aiuta molto ad apprezzare un testo, perché mi dá l’impressione di riuscire a “respirare” durante la lettura, e vi garantisco che in questo romanzo serve spesso! 

Altro punto a favore della scrittrice é naturalmente l’intensità delle vicende. 
Sono 3 storie al femminile, 3 storie molto dolorose, 3 storie che hanno comunque fatto scalpore all’epoca in cui vengono ambientate.
Sicuramente leggendole non potrete restarne indifferenti.
Unico neo che ho trovato a Johanna Holmström é la mancata chiarezza di alcuni punti della storia. 
Mi riferisco in particolare alla storia di Elli, che non ho capito in alcuni passaggi sia riferiti al passato che agli anni che passa in ospedale. 
Magari sono io che non sono riuscita ad afferrare pienamente anche quanto scritto tra le righe, ma ho avuto l’impressione che la storia di Kristina fosse stata sviscerata in ogni dettaglio, mentre per quanto riguarda  Elli e Sigrid l’autrice sia stata un po’ troppo frettolosa.

Le protagoniste vengono ben descritte e lungo tutto il testo penetriamo nelle loro menti e nei loro ragionamenti, quindi si tratta di un viaggio introspettivo che vi porterà a vivere giorno per giorno i loro drammi, i loro momenti di lucidità, gli attimi di follia, le giornate di calma,...ma mai la serenità dell’animo e mai per un solo giorno l’oblio del motivo per cui sono state condotte a Själö.

Vi lascio col consiglio di approcciare questo romanzo, se avete voglia di mettere a nudo i vostri sentimenti e di affrontare una lettura non allegra, non divertente, non gioviale.
Il finale non vi deluderà, io ne sono stata soddisfatta e Sigrid, Elli e Kristina, insieme a tutte le altre figure che incontrerete, vi entreranno nel cuore e vi trasporteranno in un luogo dove il silenzio non esiste e le urla strazianti sono all’ordine del giorno, ma dove incontrerete anche il sorriso delle infermiere che supportano le pazienti e i verdi prati e il mare col suo sciabordio che regalano  a volte un attimo di pace...non solo alle pazienti.


GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 8
Scrittura: 8
Personaggi: 8
Complessivo: 8

Come sempre, mi piacerebbe conoscere la vostra opinione...linkatemela se vi va!

Buon weekend letterario a tutte: domani Salone del Libro a Torino per me!!!

Simo

sabato 27 aprile 2019

Recensione di “Anime scalze” di Fabio Geda

E rieccomi qua!!!! Ditelo che mi aspettate il 27 di ogni mese con più entusiasmo dello stipendio!!!! 😂😂😂😂😂😂

Comunque veniamo al dunque! 
É con molto piacere che vi presento questo libro!

CARTA DI IDENTITÀ 


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AUTORE:  Fabio Geda 
TITOLO: Anime scalze
PAGINE: 224
CASA EDITRICE: Einaudi - Stile Libero Big
PERCHÉ L'HO LETTO: sempre la mia libreria del cuore Alberi d’Acqua ha organizzato un gruppo di lettura e questo era la lettura di aprile. Purtroppo non sono riuscita a terminarlo in tempo e altri impegni sono sopraggiunti, ma leggerlo comunque mi sembrava il minimo...e ho fatto proprio bene!
GENERE: narrativa moderna e romanzo di formazione

TRAMA

Ercole Santià trascorre l'infanzia ricucendo gli strappi quotidiani della vita. Lui e sua sorella Asia tirano avanti a stento - con fantasia e caparbietà - insieme al padre, un personaggio tanto inadeguato quanto innocente; eppure, come tutti, crescono, vanno a scuola, s'innamorano. Finché, all'improvviso, ogni cosa attorno a Ercole inizia a crollare. Niente sembra in grado di fermare la slavina che lo sta travolgendo, nemmeno Viola, la ragazza che da qualche tempo illumina i suoi giorni. Convinto che quello di incasinarsi sia un destino scritto nel sangue della propria famiglia, è sul punto di arrendersi quando viene a sapere che la madre, di cui non ha notizie da anni, abita non lontano da lui. L'incontro con la donna lo metterà di fronte alla necessità di reagire compiendo una scelta drammatica. L'unica possibile, forse, se vuole cambiare il proprio destino e proteggere le persone che ama.

RECENSIONE

Eccoci di fronte ad un altro romanzo di formazione! Pur non sapendolo ne ho letti due in una settimana e devo dire che, pur non rientrando nella top ten dei miei generi preferiti, entrambi i libri mi sono piaciuti non poco!
Il primo ve l’ho presentato poco fa e adesso veniamo a questo.
Tra parentesi l’autore Fabio Geda é stato il tutor di Giacomo Mazzariol (l’autore che vi ho fatto conoscere il mese scorso con Mio fratello rincorre i dinosauri) e quindi mi aspettavo un libro con le caratteristiche di questo.

Innanzitutto, con piacere ho trovato uno stile fresco, frizzante, umoristico e scanzonato. 
D’altronde questo libro é fatto apposta per un pubblico giovane e quindi la scrittura deve necessariamente catturarne l’attenzione. 
Non per questo però si tratta di una lettura meno interessante per noi adulti! Anzi, io che apprezzo molto i romanzi per ragazzi ne sono rimasta più che piacevolmente colpita.

La storia purtroppo é quella di tanti ragazzi di periferia: genitori separati, mamma scomparsa chissà dove, papà che si arrabatta per arrivare a fine mese (con ogni genere di espedienti!!!), super nonna defunta,...ma...in questa storia c’è qualcosa di diverso! Ci sono: Ercole, il protagonista, Viola, il suo primo e unico amore, e Asia, sua sorella che gli ha fatto da spalla destra negli anni.

Eh si, perché da quando la mamma se n’è andata, sono rimasti Ercole e Asia, Asia ed Ercole...e ogni tanto il papà, che tra un traffico e l’altro cercava di mantenere la famiglia.

L’intera storia ruota comunque intorno al ragazzo! 

Ercole, pur crescendo in un ambiente alquanto instabile dal punto di vista genitoriale, é un animo “puro” capace di stupirsi alla vista di un bel panorama, al viaggio sull’autobus, ad una bicicletta nuova,...ma soprattutto é in grado di riconoscere l’amore della sua vita vedendola dal tram e, raccogliendo tutto il coraggio presente nel suo corpo di quattordicenne, precipitarsi da lei e pian piano conquistarne il cuore nonostante l’evidente differenza di classe sociale, rappresentata comunque da due genitori e una nonna (di Viola) che non hanno mai preso di punta il ragazzo, ma che al contrario lo hanno “guidato” verso scelte consapevoli e sagge.

Ecco il punto che preferisco di tutto il romanzo: la bellezza dell’amore senza pregiudizi, senza secondi fini e in grado di affrontare ogni problema e di resistere a tanti eventi che avrebbero sciolto le coppie più adulte. Mi hanno fatto fremere il cuore  Ercole e Viola! Ho ancora i cuoricini negli occhi (d’altronde l’ho finito “solo” stanotte alle due 😂😂😂!).

Tornando ad Ercole, altri punti a suo vantaggio, oltre al coraggio descritto qui sopra, sono senza dubbio la caparbietà e la curiosità di andare a fondo nelle cose. Naturalmente l’impeto dell’età lo ha aiutato a vivere le sue grandi avventure, ma sono rimasta comunque stupita da questo ragazzino, che invece di lasciarsi abbattere dalle disgrazie della vita, ha sempre l’ottimismo di andare avanti!
Tutto questo anche alla presenza costante di sua sorella che ha per lui un ruolo fondamentale! 
A soli 12 anni é diventata la donna di casa, che quadra i conti, prepara i pasti e fa crescere suo fratello con equilibrio e con un cuore buono, quando tutto sembra portarlo facilmente sulla brutta via. 
Asia ha saputo essere sempre un pilastro importante nella vita di Ercole, anche quando ha scelto di seguire la propria strada: nonostante quanto accade, lei é l’unica che sa ascoltare il ragazzo e consigliarlo senza apparire inflessibile e perentoria come un genitore e l’unica a cui lui chiede un aiuto nei momenti peggiori.

Anche in questo libro ci troviamo di fronte ad un paio di colpi di scena che mi hanno lasciata a bocca aperta (anche se in un caso mi é parso un tantino teatrale ed eccessivo!), ma che calzano comunque a pennello nell’evolversi della vicenda!

Tuttavia il vero fulcro di tutto a parer mio restano i sentimenti e il cuore di Ercole. Questo ragazzino non potrà che riscuotere le vostre simpatie e finirete per vivere con lui i palpiti, le lacrime, le fughe, le botte,...tutto! 
Altre due persone occuperanno un ruolo importante nella sua crescita, ma purtroppo non posso farne menzione per non svelarvi i fatti salienti; anche loro smuoveranno l’animo di Ercole e lo porteranno a compiere un gesto stupefacente...per amore, sempre e solo per amore.

Preparatevi quindi, non tanto alle lacrime e alla commozione, perché in questo libro sono di più i sorrisi e le bocche aperte, quanto ad una full immersion di “steapazzamenti” di cuore!

Come sempre, sono curiosa di sapere la vostra opinione e un grazie enorme al mio libraio di fiducia Beppe, che ha saputo scegliere un libro lontano dalle mie corde ma da segnare nelle letture consigliate!

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 8
Scrittura: 10
Personaggi: 9
Complessivo: 9


Simo

Recensione di “Due fiocchi di neve uguali” di Laura Calosso



Ciao a tutti e bentrovati sul mio
Blogghino che, come sempre per la gioia delle Ciambels (questa Challenge a cui sto partecipando https://www.duelettriciquasiperfette.com/2018/12/dalle-3-ciambelle-la-pizza-e-servita.html?m=1), si anima all’ultimo giorno utile per l’invio delle recensioni.
A mia discolpa posso dire che questo é stato un mese “scolasticamente” intenso, per cui alla sera crollavo appena toccavo il cuscino e per riuscire a stare nei tempi ho letto “i due ingredienti” della mia pizza in meno di una settimana...mi faccio i complimenti da sola 🤣🤣🤣!

Ma veniamo al dunque. Il libro di cui vi parlo in questo post mi sta molto a cuore, perché ho conosciuto l’autrice alla presentazione proprio di questo volume e sentirla parlare mi ha davvero conquistata.


CARTA DI IDENTITÀ 


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AUTORE: Laura Calosso
TITOLO: Due fiocchi di neve uguali
PAGINE: 249
CASA EDITRICE: Sem
PERCHÉ L'HO LETTO: da quando ho visto che Beppe della mitica Libreria Alberi d’Acqua (https://m.facebook.com/profile.php?id=226793751003382&ref=content_filter) avrebbe ospitato Laura Calosso sono corsa a leggere la trama che mi ha immediatamente conquistata è appena ho potuto l’ho incastrato nella Challenge 😜😜😜
GENERE: narrativa moderna e un romanzo di formazione

TRAMA

Margherita Fiore ha diciotto anni e da pochi giorni ha superato brillantemente l'esame di maturità classica. Sta preparando il test per entrare all'università. Un'amica la invita al mare per due giorni di pausa dallo studio. Il treno però ha un disguido e Margherita accetta un passaggio in auto da un ragazzo incontrato per caso. Nell'arco di poche ore la sua vita accelera. La Mercedes cabrio su cui i due viaggiano sfreccia sull'Aurelia spinta al massimo. L'urto è improvviso, la macchina sbatte contro il guardrail, esce di strada, quindi salta nel vuoto. L'ultimo pensiero di Margherita è per Carlo, un compagno di scuola che, senza una ragione apparente, si è ritirato da scuola e non è più uscito da casa. Al momento dell'incidente Carlo è davanti al computer. Da tempo non lascia la sua stanza, che è ormai il suo mondo. Come molti suoi coetanei è diventato un hikikomori, così si chiama chi decide di recludersi in casa, al riparo da tutto. Carlo ha alzato un muro tra sé e gli, amici, la scuola e i genitori. Vuole solo scomparire. Non sa che Margherita, la sua compagna di classe preferita, l'unico suo ricordo positivo, è in corna vegetativo. Nella luce dorata dell'estate le vite di Margherita e Carlo risplendono in stanze buie che tengono fuori il mondo.

RECENSIONE

Come vi dicevo poco fa, ho ascoltato dal vivo la presentazione di questo volume, dove l’autrice ha introdotto questo libro soffermandosi sul fenomeno ahimè poco conosciuto e sempre più diffuso degli “hikikomori”. Con questo termine si indicano i ragazzi che autonomamente decidono di “ritirarsi” dal mondo e di segregarsi all’interno delle loro camere, limitando i contatti anche con i membri della propria famiglia e rifiutando di far parte del mondo anche per anni. Si tratta soprattutto di uomini, spesso particolarmente dotati, introversi e sensibili, che vivono con difficoltà l’ambiente scolastico, il rapporto con gli altri e con la stessa famiglia.
Se vi interessa l’argomento, a  questo link https://www.hikikomoriitalia.it/p/chi-sono-gli-hikikomori.html?m=1trovate l’associazione italiana che se ne occupa e alla quale la stessa Laura Calosso si è rivolta per approfondire l’argomento. 

Ma torniamo al libro! Laura ci presenta con una scrittura fluente, introspettiva ed estremamente coinvolgente la storia a due voci di Carlo e Margherita, due diciannovenni che si conoscono dai tempi della scuola elementare.
Margherita é una studentessa modello che ha appena finito gli esami di maturità e si sta recando ad Alassio dell’amica Marta per riposarsi un paio di giorni prima dei test di ammissione alla facoltà di Medicina. 
Carlo, invece, é un ritirato. Mesi prima ha scelto di isolarsi nella sua stanza, dove tutto é buio, i giorni non si separano dalle notti e lui gioca continuamente al pc, suo unico specchio sull’esterno. Nulla gli manca...ad eccezione della sua amica Margherita, con la quale ha sempre avuto un rapporto speciale, fatto di pochissime parole, ma di tanti momenti vissuti insieme.

Incontriamo e conosciamo i due protagonisti pagina dopo pagina: l’autrice dedica un capitolo a testa, quasi una specie di diario, non un botta-e-risposta, dove i pensieri dei due ragazzi si srotolano, spiegando anche a loro stessi cosa sta succedendo nelle loro vite, ma soprattutto nelle loro menti, e cosa li ha portati allo stato attuale delle loro vite. 
É un susseguirsi di ragionamenti, di pensieri, di fatti,... che ci porta direttamente nella testa di Carlo e Margherita, passando per tutti quei fatti e quei comportamenti che li hanno condotti lei in coma in un letto di una clinica, in attesa di un possibile ma non certo risveglio, e lui contorniato dalle quattro pareti della sua camera, in attesa di un ritorno all’esterno, chissà se e quando.

A primo acchito potrebbe sembrare un romanzo noioso e pedante, ma non è affatto così! Personalmente l’ho divorato in due giorni e più volte sono rimasta a bocca aperta dal susseguirsi dei colpi di scena. 
Colpi di scena in un romanzo principalmente introspettivo? Mi  chiederete voi. Ebbene sì, vi rispondo io; perché nulla di quello che vi aspettate dai due ragazzi é ciò che effettivamente compiono e anche se la storia non é ricca di azione, storie parallele, personaggi,...vi ritroverete incollati alle pagine e desiderosi di scoprire quale tipo di finale ci attende!

Naturalmente fondamentali sono i rapporti con i genitori: in particolare col padre e con ciò che gli accade per quanto riguarda Margherita e con la madre e con ciò che gli impone per quanto riguarda Carlo. Ci troviamo di fronte a due genitori opposti: il classico papà fiero dei successi della figlia che la incita e la sostiene in tutto e per tutto...all’inizio e di contro una mamma che pur essendo orgogliosa del figlio lo ostenta come fosse un trofeo, un figlio che tutto vuole fuorché apparire. 
Ecco quindi come accanto alle riflessioni dei figli, troviamo i comportamenti dei genitori che pensando di fare solo del bene spesso portano alle opposte conseguenze i figli. 

Ultima fetta della storia é certamente rappresentata dagli altri: compagni, bulli, sconosciuti,...ma comunque giovani che interagiscono con Margherita e Carlo. Non sono protagonisti, ma ricoprono precisi ruoli che hanno conseguenze del tutto imprevedibili nelle vite dei due ragazzi. Non posso svelarvi di più, perché, come vi spiegavo poco sopra, la storia non è ricca di fatti e i pochi presenti giocano ruoli importanti, ma vi invito davvero a leggere con occhio attento questo volume. Vi troverete catapultati in un vortice di fatti, ragionamenti, insegnamenti, pensieri,...che porteranno inevitabilmente anche voi come lettori a porvi gli stessi quesiti e a riflettere su come si sarebbero evoluti se fossero capitati a voi.

Una lettura quindi stimolante e coinvolgente, che difficilmente vi lascerà freddi e distaccati.

Sono curiosa di leggere le vostre opinioni in merito...fatemele conoscere!


GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9
Scrittura: 10
Personaggi: 9
Complessivo: 9 +

Vi aspetto prestissimo con la seconda recensione!
Buona weekend a tutti 


Simo

lunedì 25 marzo 2019

Recensione di “Mio fratello rincorre i dinosauri” di Giacomo Mazzariol



Ciao a tutti! Si avvicina la scadenza per la pubblicazione delle recensioni di questo terzo giro di pizza e voglio provare con tutta me stessa a fare un regalo alle Ciambels, pubblicando addirittura in anticipo sulla tabella di marcia, er cui vi presento subito la mia seconda lettura del mese! 
Un libro davvero delizioso e toccante che vi delizierà le corde del cuore.

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA



AUTORE: Giacomo Mazzariol
TITOLO: Mio fratello rincorre i dinosauri - Storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più 
PAGINE: 176
CASA EDITRICE: Einaudi
PERCHÉ L'HO LETTO: l’ennesimo libro sul comodino “virtuale”, meno male che é giunto il momento di “toglierci la polvere”
GENERE: una splendida sentimentalumoristica storia vera

TRAMA

“Insomma, è la storia di Giovanni, questa.
Giovanni che va a prendere il gelato.
– Cono o coppetta?
– Cono!
– Ma se il cono non lo mangi.
– E allora? Neanche la coppetta la mangio!
Giovanni che ha tredici anni e un sorriso piú largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato». Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l’altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai piú di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche.
Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.”

Ci sono voluti dodici anni perché Giacomo imparasse a vedere davvero suo fratello, a entrare nel suo mondo. E a lasciare che gli cambiasse la vita.
Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l’adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosí sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico.
Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.
Insomma, è la storia di Giovanni, questa.
Giovanni che ha tredici anni e un sorriso piú largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato». Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l’altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai piú di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche.
Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.


RECENSIONE

Appena ho concluso la lettura di questo libro ho esclamato: “Ecco un libro che fa proprio bene al cuore!”.
Eh si perché questo volumetto si legge col sorriso sulle labbra, aggrottando la fronte alcune volte, piangendo dal ridere altre, ma la sensazione che ti resta è l’invidia (non in senso cattivo per carità!) per l’amore familiare che aleggia tra le pagine.

“Mio fratello rincorre i dinosauri” è una storia vera, scritta appunto da Giacomo Mazzariol, fratello di Giovanni, il bambino con il cromosoma in più, e ciò che più mi ha colpito è stato l’assoluta verità di quanto scritto! Giacomo non ha inventato nulla, ci ha presentato nero su bianco la vita sua e della sua famiglia stravolta dalla nascita di Giovanni, ci ha gettato in faccia tutti i sentimenti che si sono susseguiti in lui negli anni, ma soprattutto ci ha fatto vedere l’altro lato della medaglia, il punto di vista di Giovanni, quello che nessuno mai può capire e spesso neanche interessa tanto comprendere.

In occasione della Giornata Mondiale della Sindrome di Down di qualche hanno fa, l’autore ha realizzato un video col suo fratellino (questo ➡️ https://m.youtube.com/watch?v=0v8twxPsszY&t=4s); in un attimo è diventato virale, ragion per cui ha “dovuto” scrivere questo romanzo...proprio per dare voce a chi non ce l’ha!

Giacomo ci catapulta in un parcheggio nella Castelfranco Veneto dei primi anni del 2000 nel giorno in cui viene annunciato l’arrivo del nuovo fratellino. Da quel momento nulla sarà più come prima e noi ci troviamo immersi nella vita quotidiana della famiglia Mazzariol! Siamo con loro quando si scopre che il bimbo in arrivo sarà speciale “coi superpoteri”, quando Giovanni irrompe nella loro casa e la stravolge, quando si realizza che proprio i superpoteri non ci sono, quando qualcuno si tempi delle medie pensa che quasi quasi sia meglio nasconderlo e fingere che non esista, quando si realizza improvvisamente che “...amare un fratello non vuol dire scegliere qualcuno da amare; ma ritrovarsi accanto qualcuno che non hai scelto, e amarlo. Ecco, scegliere di amare, non scegliere la persona da amare.”

Con semplicità, affetto, ma anche rabbia e amarezza viviamo quello che Giacomo passa ogni giorno, incontriamo i suoi amici, i suoi compagni, le sorelle, gli splendidi genitori, i compagni di Giovanni che con estrema ingenuità gli svelano quello che vivono, che subiscono e che alla fine gli fanno esclamare “Cominciai a ringraziare Dio di non avermi fatto cosí, come quelli che mi offendevano. A loro è andata peggio: sono nati senza cuore. Arrivai persino a ringraziarlo per quel cromosoma in piú.”

Non aspettatevi quindi né un manuale di come comportarsi con le persone affette dalla sindrome di Down né un libro strappalacrime, piuttosto, come si suol dire, un libro di formazione per ragazzi (ma non solo!), una sorta di diario intimo, dove Giacomo vomita tutto ciò che pensa realmente, anche se spesso è così brutto che non può dirlo a nessuno. Senza dubbio,dopo aver terminato questo volume non sarete più come prima e, quando per strada incontrerete un “Giovanni”, non potrete che salutarlo con un grosso sorriso e sperare che abbia una famiglia come la sua.

Protagonisti assoluti sono naturalmente Giacomo e Giovanni, ma un posto speciale a mio parere lo occupano i genitori! Mamma e Papà Mazzariol sono strabilianti: hanno saputo diffondere amore, nonostante  le innumerevoli difficoltà che incontrano, hanno sempre il sorriso sulle labbra, una pazienza infinita e un umorismo speciale. Vi lascio solo un piccolo gioiello.

“Erano anni che lo sognavo, anni: segretario, – e fece un movimento ad arco con la mano, come per visualizzare una targhetta affissa alla porta dell’ufficio, poi iniziò a elencare sulle dita. – Contratto a tempo indeterminato. Mensa gratuita. Bambini che raccontano barzellette. Mamme, – disse strizzando l’occhio, – mamme giovani che ti salutano ogni giorno e vengono a parlare con te per iscrivere il figlio. Fotocopie, – aggiunse, come se se lo fosse ricordato solo in quel momento, – fotocopie a due centesimi l’una. Telefonate gratuite. Vincere sempre, e dico sempre, a calcio durante le ricreazioni. Un computer cosí lento che nel frattempo puoi fare mille altre cose. Parcheggio solo per te. Giocattoli in disuso che porti a casa per tutti. Bicicletta dimenticata da anni che diventa la tua bici aziendale. Tutte cose che, ahimè, chi fa altri lavori non sa nemmeno cosa sono.
– …
– Tu invece che lavoro fai, Tommaso…
– Veramente io sono Luca.
– Oh, sí, certo, Luca. Che lavoro fai, Luca?
– Avvocato.
– Urca! – disse papà, con l’aria di uno cui era stato pestato il piede. – Mi spiace. E ne hai ancora per molto?”
Cari lettori non fatevi dunque scappare un’occasione come questa: humor, commozione, crescita, riflessione,...tutte concentrate in 176 pagine!!!!
Buona lettura

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 8
Scrittura: 8
Personaggi: 10
Complessivo: 9

...e come sempre: fatemi sapere la vostra!

Simo

domenica 24 marzo 2019

Recensione di “Ogni piccola bugia” di Alice Feeney


Ciaooooo!!!! Finalmente dopo un tour de force notturno sono riuscita a terminare questo libro, che mi ha tenuto incollata alle pagine tra la disperazione (di non avere abbastanza tempo da dedicargli!!!) e il fiato sospeso (per i colpi di scena avvincentissimi!!!). Ma veniamo subito a noi!


CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA







AUTORE: Alice Feeney
TITOLO: Ogni piccola bugia
PAGINE: 324
CASA EDITRICE: Nord
PERCHÉ L'HO LETTO: era sul comodino da troppo tempo: era giunto il momento di leggerlo (poi “casualmente” si incastrava alla perfezione nella Challenge 😂😂😂)
GENERE: thriller psicologico tranquillo (l’ho letto pure io senza problemi 😂😂😂)


TRAMA

Mi chiamo Amber Reynolds e ci sono tre cose che dovresti sapere di me.

Sono in coma
Mio marito mi odia
A volte dico bugie.


Il mondo intorno a lei è fatto solo di suoni, rumori, voci. Ed è grazie a quelle voci frammentarie e confuse che Amber Reynolds capisce di aver avuto un incidente d’auto e di essere in una stanza di ospedale. In coma. Amber non ricorda nulla di quanto le è accaduto, e una domanda la perseguita da subito: com’è possibile? Io non guido quasi mai… Poi, tra quelle voci ne riconosce due, che diventeranno il suo unico contatto con l’esterno. Quelle di suo marito e di sua sorella. Ignari che Amber li possa sentire, i due discutono, litigano, rivelano dettagli e indizi. E lei si rende conto di non potersi fidare. Entrambi hanno qualcosa da nascondere. E, forse, non sono un'ancora di salvezza, bensì un pericolo vicino e insidioso. No, l’unico modo per scoprire cosa le è successo è ricostruire nella sua mente, passo dopo passo, gli eventi dell’ultima settimana, fino al momento dell’«incidente». Ma Amber ha paura. È impotente, in balia di chi le sta intorno. Come l’uomo che si accosta al suo letto la sera, quando gli altri sono andati via. E che le sussurra all’orecchio velate e inquietanti minacce…
Amber deve svegliarsi, prima che sia troppo tardi. Perché anche lei ha un segreto da proteggere. Anche lei ha un piano da portare a termine.

Leggere Ogni piccola bugia è come inoltrarsi in un labirinto di specchi, in cui la realtà si trasforma passo dopo passo. E, proprio quando tutti i punti di riferimento sembrano persi ed è impossibile distinguere la verità dal suo riflesso distorto, ecco che il labirinto crolla davanti ai nostri occhi per rivelarci un finale spiazzante e indimenticabile…

RECENSIONE

Per “colpa” dei compiti di mia figlia ci ho messo davvero troppo a finire questo libro ed é una cosa che non va assolutamente bene perché la mia avvertenza é “leggere tutto d’un fiato, pena l’insonnia, il tormento e l’ansia”. Cercherò di spiegarmi punto per punto.

1) L’ambientazione: si tratta di una storia che si svolge ai giorni nostri a Londra tra l’ospedale dove è ricoverata la protagonista Amber, dopo un terribile incidente che l’ha lasciata in coma, il lavoro presso l’emittente radiofonica Coffee Morning, dove  lavora da circa sei mesi, la sua casa, la strada, il bar, la casa della sorella Claire... insomma i luoghi che frequenta durante la sua vita.

2) Il tempo: la storia, indicata con estrema precisione, di per sé di svolge nell’arco di poche settimane da lunedì 19 dicembre a martedì 3 gennaio 2017, ma l’autrice con maestria ha sviluppato la vicenda su più piani temporali, partendo dall’ADESSO, vale a dire dal 26 dicembre data in cui prende l’avvio il racconto, proseguendo con il PRIMA, iniziato esattamente la settimana precedente, passando per ALLORA, dove viene narrata la vita di una ragazzina di 10 anni nel 1991 e terminando con il DOPO, dove viene narrato...beh questo tocca a voi scoprirlo.
Questa struttura porta noi lettori ad un susseguirsi continuo di storie parallele che, ad un primo acchito, potrebbero rendere più difficile la comprensione del testo, ma in realtà hanno l’effetto di svelare tutto a tempo debito e di permettere alle “indagini”, che ogni lettore certamente farà per capire effettivamente quanto succede, di giungere alla scoperta della verità.

3) I personaggi: i protagonisti di questo appassionante romanzo sono ovviamente Amber, una donna che appare vittima sotto tutti i punti di vista, partendo dal lavoro, proseguendo nella sua vita di coppia col marito Paul, nella sua vita di ogni giorno con l’amica Jo e nei rapporti con la sorella Claire, terminando con Edward, un vecchio fidanzato che riappare nella sua vita; tra i diversi personaggi secondari, un occhio particolare va gettato a Madeline, la collega “arpia” che gioca un ruolo molto particolare nell’intera vicenda. 
È davvero difficile entrare nei dettagli senza svelare nulla di “compromettente”, per cui mi limito a commentare le grandi capacità dell’autrice che ci regala personaggi indimenticabili, soprattutto per quanto riguarda Amber, che ci viene raccontata con dovizia di particolari, perché praticamente siamo nella sua testa, nei suoi pensieri, nei suoi ricordi, nei suoi ragionamenti; tutta la vicenda viene narrata dal suo punto di vista e anche gli altri personaggi, in realtà ci vengono dipinti da lei, con la sua opinione.

4) La trama: come già di accennavo prima, il racconto si dipana su più livelli e questo ci porta a conoscere quanto accaduto poco per volta e in modo del tutto originale. Dopo una prima parte più lenta e descrittiva, colma dei tentativi di Amber di ricordare quanto accaduto, sospesi tra sogno e realtà, ci troviamo di fronte ad un susseguirsi di colpi di scena e di avvenimenti davvero inaspettati che danno al romanzo una spinta che porta il lettore a “dover” correre fino all’ultima pagina. I fatti che man mano vengono svelati, le azioni che compiono i protagonisti, la terribile verità che emerge dal passato, insomma tutto viene gettato in faccia al lettore che, dopo essersi ripreso, non può che pensare a quanto sia stata maledettamente geniale la Feeney.

Dopo essermi anche io ripresa con fatica, vi lascio col mio pensiero. 
Come si evince da quanto ho scritto prima, la mia ammirazione incondizionata va all’autrice: é stata in grado di ricreare un’atmosfera dark e sempre più pressante, dove io lettore mi sono trovata più volte spaesata, passando da un’opinione al suo esatto opposto in un attimo; ci ha fatto amare Amber, la sua fragilità, il suo essere vittima da buona parte di coloro che la circondano,... e un attimo dopo tutto viene stravolto e poi stravolto ancora. 
Ho dovuto rileggermi un paio di volte gli ultimi capitoli per capire  bene e poi...sono rimasta comunque col dubbio, per cui ennesimo plauso alla Feeney, che tra l’altro ha l’onore insieme alla Tuti di aver scritto gli unici thriller che sono stati in grado di appassionarmi (e non terrorizzarmi!) fino all’ultima riga. 
Il suo stile di scrittura coinvolgente e scorrevole, mai pesante e con la giusta dose di suspance e indizi sparsi qua e là (che naturalmente portano il lettore su una strada completamente sbagliata 😂😂😂!) completano alla perfezione questo piccolo capolavoro.
L’unico neo, se così vogliamo chiamarlo, è stato il fatto che il personaggio a cui mi sono affezionata di più alla fine é stato non la protagonista (come di solito accade) ma bensì suo marito Paul, a cui, se posso dire senza essere considerata spoileratrice, ne sono veramente capitate di tutti i colori!


GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 10
Scrittura: 10
Personaggi: 9
Complessivo: 9/10

Aspetto a questo punto il vostro parere: questo libro merita sicuramente la vostra attenzione e l’autrice come minimo un’ovazione per i colpi di scena e per “la litania dei 3”, come l’ho battezzata io, che ritroverete in forma diversa più volte tra le pagine del libro e che vi entrerà in testa come un fastidioso motivetto:

Sono in coma

Mio marito mi odia
A volte dico bugie.


P.s. Anche se l’ultimo terzetto sarà quello più terribile.......

Buona lettura!!!


Simo