mercoledì 20 giugno 2018

Recensione di “L’avaro di Mayfair” di M.C.Beaton

Buonasera lettori, questa volta è il turno di un altro consiglio della mia amica Lisse del blog Pane Libri e Mocaccino che come sempre non mi delude mai!

Questa volta mi ha catapultata nella Londra dell’Ottocento...venite a fare un tuffo nel passato con me? 

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA






AUTORE: M.C. Beaton
TITOLO: L’avaro di Mayfair
PAGINE: 194
CASA EDITRICE:  Astoria
PERCHÉ L'HO LETTO: consiglio garantito 💯%
GENERE: narrativa 


TRAMA

67 Clarges Street
In una serie costituita da sei volumi, M.C. Beaton racconta le avventure legate a una dimora situata a Mayfair, quartiere elegante ed esclusivo di Londra, affittata di anno in anno, all’epoca della Reggenza, a inquilini che volevano sfruttare la Stagione, ovvero quel periodo che andava dalla primavera all’estate e durante il quale, attraverso balli e feste, si organizzavano matrimoni tra la ricca gioventù inglese.
La Casa di Clarges Street appartiene al decimo duca di Pelham, essendosi il nono suicidato. Non solo per questo la casa non è stata affittata per due Stagioni: durante quella successiva al suicidio, il figlio degli affittuari aveva perso al gioco l’intero patrimonio di famiglia e la figlia era stata trovata morta in Green Park senza apparenti ragioni. L’alone di sfortuna che circonda la dimora fa sì che si siano abbassati i prezzi dell’affitto.
La casa è quindi vuota a eccezione della servitù, l’altra vera protagonista della serie. Trattata malissimo dall’intermediario del duca, le viene dato uno stipendio da fame, e quindi conta sugli inquilini per avere qualche mese più ricco.
Il maggiordomo Rainbird, il cuoco Angus MacGregor, la governante Mrs Middleton, le cameriere Jenny e Alice, Joseph il valletto e gli sguatteri Lizzie e Dave costituiscono un gruppo a cui è impossibile non affezionarsi.
Scritti con l’usuale folgorante umorismo di Beaton, questi libri ci regalano un delizioso intrattenimento accompagnato da un’ottima ricostruzione del periodo storico.


RECENSIONE

Ecco un delizioso romanzo che vi farà trascorrere qualche ora di puro relax: non particolarmente impegnativo, ma allo stesso tempo coinvolgente e divertente.

L’autrice con una scrittura fluida, semplice ed accattivamente, unita ad una trama per niente scontata e prevedibile ci trasporta nell’Ottocento inglese, fatto di balli, tresche, sotterfugi, amori impossibili e case splendide piene di servitù che spesso riveste un ruolo fondamentale.

Protagonista di questo libro è Mr Roderick Sinclair, un avvocato scozzese in pensione ormai sull’orlo della bancarotta a causa del suo “affetto” per la bottiglia e che improvvisamente “eredita” alla morte del fratello la sua figliastra Miss Fiona Sinclair. 
Deluso poiché sperava in qualcosa di più “consistente”, decide di buttarsi sulla sconvolgente bellezza della ragazza e di farla partecipare alla Stagione “ovvero quel periodo che andava dalla primavera all’estate e durante il quale, attraverso balli e feste, si organizzavano matrimoni tra la ricca gioventù inglese”. La ragazza apparentemente svampita e un po’ scemotta pian piano entrerà nel cuore dell’impavido scapolone Lord Harrington, ma anche dell’intera servitù di 67 Clarges Street per il suo grande cuore. 
Lascio a voi la sorpresa del finale e di tutte le avventure di cui è colmo questo romanzo, ma lasciatemi spendere due parole per Fiona e per i domestici (tutti quanti) di Casa Pelham che reputo i veri protagonisti di tutto il libro.
Fiona mi è subito apparsa un po’ sibillina e falsamente svampita, con le sue uscite spesso fuori luogo, ma in realtà di un acume nient’altro che scontato. Il suo falso candore e i suoi modi schietti e giusti nei confronti di chi aveva bisogno di aiuto, mi hanno poco a poco portata a cambiare la mia opinione, fino a farmi tifare spassionatamente per lei negli ultimi capitoli.
Assolutamente favolosi sono anche i domestici! Soprattutto il maggiordomo Rainbird e Lizzie che, nonostante le enormi ingiustizie subite dall’agente Palmer che si occupa della gestione della casa su ordine del duca proprietario e che praticamente ricatta tutti quanti, obbligandoli a non lasciare la loro occupazione nonostante il misero stipendio che gli paga, non esitano ad appoggiare e a proteggere fino all’ultimo Fiona, avendone capito perfettamente l’animo buono e giusto.
I battibecchi tra loro e i domestici dirimpettai sono spassosissimi, a tratti violenti e furibondi, nonché  un elemento presente per tutto il romanzo, visto che le loro vicende personali occupano una parte significativa del libro.

Pur essendo un romanzo breve, l’ho trovato molto ricco di dettagli e ahimè molto attuale: dai modi di vivere dell’epoca, ai sotterfugi e alle tresche degni delle spie più fini, ai passatempi delle signore (davvero impensati per me!), alla netta divisione tra i vari ceti sociali con conseguente disprezzo verso i meno abbienti, ma anche alla generosità e all’aiuto vicendevole tra le persone buone di cuore, al forte senso della protezione dell’onore delle signore, alla generosità che si cela dietro agli animi più bruschi.

Una lettura quindi che certamente consiglio, soprattutto sotto l’ombrellone!

E voi che ne pensate? Lo avete letto?
Come sempre attendonla vostra opinione!



GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9
Scrittura: 10
Personaggi: 9
Complessivo: 9 



Simo

Recensione di “Biglietto, signorina!” di Andrea Vitali

Buongiorno a tutti ed eccomi come al solito agli sgoccioli della scadenza mensile della Challenge Tutti a Hogwarts con le tre ciambelle!

Sembra impossibile per me riuscire a postare per tempo le recensioni dei libri che mi accompagnano nel mese. Ma prima o poi ce la farò!!!!

Dopo lunga assenza finalmente torno a parlarvi di un romanzo del mio amato Andrea Vitali!

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA





AUTORE: Andrea Vitali
TITOLO: Biglietto, signorina 
PAGINE: 393
CASA EDITRICE: Garzanti 
PERCHÉ L'HO LETTO: era da TROPPO tempo che lo avevo abbandonato...mi mancava!!! E mi serviva un libro con un mezzo di trasporto in copertina 😂😂😂😝😝😝
GENERE: narrativa 


TRAMA

Alla stazione ferroviaria di Varenna, a pochi chilometri da Bellano, c’è trambusto. Il capotreno Ermete Licuti è sceso dal convoglio scortando una passeggera pizzicata senza biglietto. E senza un quattrino per pagare la multa. Fa intendere che arriva da Milano, che vuole andare a Bellano, ma non parla bene l’italiano, e capire cosa vuole è un bel busillis. Ligio alle norme, il capotreno non sente ragioni e consegna la ragazza al capostazione, Amilcare Mezzanotti, che protesta vivace. Il regolamento però è chiaro, la faccenda tocca a lui sbrogliarla. E così adesso il povero capostazione si trova lì, nel suo ufficetto, con davanti Marta Bisovich. Bella, scura di carnagione, capelli corvini, dentatura perfetta, origini forse triestine, esotica e selvatica da togliere il fiato. Siamo nel giugno del 1949, e sul lago di Como, in quel di Bellano, tira un’aria effervescente di novità. Ci sono in ballo le elezioni del nuovo sindaco, e le varie fazioni si stanno organizzando per la sfida nelle urne. Su tutte, la Dc, fresca dei clamorosi successi alle politiche del ’48, attraversata ora da lotte intestine orchestrate dall’attuale vicesindaco Amedeo Torelli, che aspira alla massima carica ed è disposto a giocare tutte le sue carte, lecite e anche no. La bella e conturbante Marta, invece, ha altre aspirazioni. Le basterebbe intanto trovare un posto dove poter ricominciare a vivere, e questo è il motivo per cui ha deciso di puntare le sue ultime chance sulla ruota di Bellano, dove certe conoscenze non sono nelle condizioni di negarle l’aiuto di cui ha bisogno. Biglietto, signorina – storia apparsa in una prima versione nel 2001 con il titolo L’aria del lago nell’omonima raccolta, e qui interamente reinventata, riscritta e ampliata – ci porta nel bel mezzo dell’Italia della ricostruzione, alle prese con la ritrovata libertà. In un paese che fatica a risollevarsi dalle macerie della guerra, ognuno tenta la sorte per imbastire il proprio futuro.


RECENSIONE

Cosa posso dirvi di nuovo di lui che non vi abbia già detto a iosa? 
È divertente? Già detto!
È ironico? Già detto!
È impertinente? Risaputo!
È a tratti geniale? Sicuramente non lo dico solo io!
Conosce l’animo umano e lo prende in giro spassionatamente? Sicuramente vero!
Mette in piazza i peggiori difetti della gente? L’ho scritto prima: è geniale!
La sua scrittura è semplice, coinvolgente, ben organizzata (lo sapete quanto io amo i capitolini da due pagine, vero?), riesce a riacciuffarti quando “sembra” che stia per sopraggiungere la noia (più o meno a metà libro)...ma anche questo lo dico sempre.

Allora visto che già sapete e spero condividiate il mio giudizio su Andrea Vitali, passiamo a questo libro, come sempre ambientato nella bella Bellano, sul lago di Como, nel secondo dopoguerra italiano.

Il vicesindaco Torelli, con le mani impastate un po’ con chiunque, anche con qualche mafiosetto, si vede arrivare tra capo e collo Marta Bisovich, una vecchia conoscenza non esattamente limpida, che è giunta in quel di Bellano per sistemarsi come da lui promesso!
Da qui, come ci ha abituati il dottore, partono una serie di equivoci, bugie, sotterfugi e vicende parallele che accompagnano il lettore in un turbinio di risate, arrabbiature, shock, ... e chi più ne ha più ne metta.
Quando a metà libro l’attenzione si abbassa e quasi viene a noia il tran tran bellanese, ecco che spunta il colpo di scena che tiene incollato il lettore fino alla fine e lo fa sospirare di gioia quando “giustizia viene fatta”.

I protagonisti sono tutte macchiette: a partire dal capostazione che si lava le mani per passare a qualcun’altro la grana che gli piomba tra le mani, il medico di buon cuore che dovrebbe andare in pensione ma visto il sostituto che viene mandato (e che addirittura abbandona la professione partendo per amore) ci ripensa e resta,  il maresciallo e l’appuntato che organizzano con altri personaggi la messinscena che riesce a sistemare la situazione, l’avvocato melenso e compiacente, la straniera tutt’altro che “povera” e sprovveduta arrivata in cerca di fortuna, il vice sindaco vessato dalla moglie infelice e desideroso di diventare sindaco che svolge attività non proprio limpide ed è tutto preso dalla campagna elettorale, il parroco molto acuto e fondamentale per gli sviluppi della vicenda, la perpetua che parla solo in dialetto e vi strapperà un sacco di risate per i suoi giudizi lapidali, il povero droghiere buono e sempliciotto incapace di dire no e la sua famiglia coprotagonisti di questo libro, il Bisonch veterano di guerra che nonostante il nome non potrà che piacervi per il suo ruolo chiave nella vicenda e per il suo buon cuore,...insomma ce n’è davvero per tutti i gusti, questo libro è davvero ricchissimondi personaggi e lo scrittore riesce con maestria a dipingerli pagina dopo pagina e a regalarci un bel finale.

Un libro in perfetto stile Vitali ideale da leggere sotto all’ombrellone, in pieno relax e con quella punta di mistero che tiene vigile la nostra attenzione, senza impegnarla più di tanto ma allo stesso tempo senza essere banale o “già visto”.


GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9
Scrittura: 10
Personaggi: 9
Complessivo: 9 1/2

Siete anche voi fan del maestro? Fatevi sentire!!!

Alla prossima


Simo

martedì 19 giugno 2018

Recensione di “La treccia” di Laetitia Colombani

Buongiorno a tutti e bentrovati sul mio blog!

Non so da voi, ma qui si esce col cappotto al mattino e si rincasa o col canotto o con le bermuda...un tempo pazzo così non ricordo di averlo vissuto! Per cui per sfuggire a queste temperature folli non mi resta che farmi avvolgere da un bel libro!!!

Anche questa volta sono stata ben consigliata e posso presentarvi un romanzo davvero magico e speciale...senza lacrima (sono stata brava e mi sono trattenuta...ma potrebbe starci senza nessun problema 😝😝😝!).

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA




AUTORE: Laetitia Colombani
TITOLO: La treccia 
PAGINE: 284
CASA EDITRICE: Nord
PERCHÉ L'HO LETTO: trattasi nel mio ennesimo e splendido Cappello Parlante
GENERE: narrativa contemporanea


TRAMA

INDIA. Smita è un’intoccabile; per sopravvivere, raccoglie escrementi a mani nude. Il suo è un mestiere che si tramanda di generazione in generazione, e che lei ha accettato, sopportando in silenzio. Ma sua figlia non seguirà le sue orme. No, lei andrà a scuola, imparerà a leggere e a scrivere, farà grandi cose. Per offrirle un futuro migliore, Smita sfiderà il mondo. ITALIA. Giulia adora lavorare per suo padre, proprietario dell’ultimo laboratorio di Palermo in cui si confezionano parrucche con capelli veri. Un giorno, lui ha un incidente e Giulia scopre che l’azienda è sull’orlo del fallimento. Ma lei non si scoraggia. Per salvare il laboratorio, Giulia guiderà una rivoluzione. CANADA. Sarah è un avvocato di successo. Sull’altare della carriera, ha sacrificato tutto: due matrimoni, il tempo per i figli e soprattutto per sé. Poi, però, nel bel mezzo di un’arringa, Sarah sviene e niente sarà più come prima. Per vincere la battaglia, Sarah dovrà scegliere per cosa vale la pena lottare. Smita, Giulia e Sarah non si conoscono, eppure condividono la stessa forza, la stessa determinazione nel rifiutare ciò che è toccato loro in sorte. Come fili invisibili, i loro destini s’intrecceranno indissolubilmente, dando loro la possibilità di vivere con orgoglio, fiducia e speranza.



RECENSIONE

Anche questa volta le mie aguzzine consigliere personali di lettura hanno fatto centro! 
Un libro denso di emozioni, vite vissute all’estremo, coraggio, speranza, ...un libro di guerriere!!! 
Avete letto bene: guerriere! Perché le donne protagoniste di questo libro sono assolutamente speciali, affrontano delle prove durissime nella loro vita, le affrontano con coraggio, ostinazione e determinazione e sono per me delle autentiche guerriere!!

Ci troviamo di fronte a tre donne del giorno d’oggi, con tre storie completamente diverse, ambientate in tre paesi lontanissimi tra loro, ma con uno spirito unico, forte, deciso e caparbio!

Venite che ve le presento una per una!

Smita è una donna indiana appartenente alla casta più bassa e misera, i dalit o paria, addetta allo svuotamento a mani nude delle latrine delle caste più elevate da quando era poco più di una bambina.
Ha una figlia di sei anni, Lalita, e un marito molto buono, Nagarajan, che lavora nei campi degli jat, la casta superiore dei contadini, come addetto alla cattura dei ratti, che rappresentano l’unico cibo della loro famiglia.
Dopo una terribile ingiustizia subita e nonostante sappia benissimo di quali tremende e violente vendette siano capaci i jat nei confronti dei dalit, decide di fuggire per regalare a sua figlia un futuro decoroso e lontano da quell’odore 

“violento come uno sciame di vespe, un odore “insopportabile, disumano. Aveva vomitato sul bordo della strada. Ti abituerai, aveva detto sua madre. Mentiva. Non ci si abitua mai. “

Smita è il personaggio a cui mi sono affezionata di più: il suo coraggio, il suo spirito di sacrificio, la sua determinazione, la sua rinuncia addirittura al suo amore pur di poter garantire alla sua piccola un destino lontano dalla miseria mi ha davvero colpito e mi ha fatto “tifare” per lei fin da quando si delinea il suo “piano di fuga”. Ho sofferto con lei per come viene trattata dagli jat, ho sofferto con lei quando è dovuta fuggire in fretta e furia, ho sofferto con lei le scomodità del lungo viaggio che affronta, ho sofferto con lei nel momento del suo sacrificio e ho gioito immensamente quando il destino ha delineato una strada diversa, anche se pur sempre in salita, ma con un sapore di miglioramento e di positività! Sinceramente mi sono dispiaciuta di non aver vissuto l’effettiva conclusione del suo viaggio, ma sono sicura che sarà stata rosea!!!

Giulia è una ragazza italiana che lavora col papà a Palermo nella ditta tramandata da varie generazioni della sua famiglia. Si occupano di una lavoro che non sapevo nemmeno esistesse: sono cascatori, ossia producono parrucche e toupet con i capelli veri, tagliati o caduti e hanno un laboratorio che occupa una decina di persone, una piccola famiglia. Il rapporto che si è creato tra datori di lavoro e dipendenti è stretto e speciale, mi ha molto colpito l’attenzione con cui vengono prese le varie decisioni per inficiare al minimo le singole situazioni: è invidiabile (e proprio fuori dal comune, oggigiorno!). Un lavoro antico, che va scomparendo e che drammaticamente la ragazza scopre essere a rischio estinzione per la loro grave situazione debitoria di cui solo il padre si era fatto carico, lasciando la famiglia all’oscuro di tutto.
Nello stesso tempo Giulia scopre la passione più travolgente, che poco a poco si tramuta in complicità, amore e sostegno lavorativo. Una bella favola senza dubbio, che colpisce per la storia forte del ragazzo e per la capacità della ragazza di vedere oltre la superficie delle persone.
La storia di Giulia é ricca di vitalità, amore per le tradizioni di famiglia, affetto per le donne del laboratorio che l’hanno vista crescere, ma anche costellata di difficoltà e di dolore che grazie alla sua caparbietà, tenacia e coraggio vengono affrontate al meglio! Sono rimasta davvero colpita da come questa giovane donna sfida i pregiudizi più radicati pur di portare avanti le sue innovazioni! 

Infine Sarah, la canadese fredda e glaciale!
Il personaggio più arrivista e carrierista delle tre. L’avvocato che, pur di arrivare al massimo grado nello studio dove lavora, sacrifica figli, mariti e 
affetti. Fino a quando qualcosa di terribile la obbliga a rivedere le sue priorità, a togliere il velo ai suoi colleghi (e a scoprire davvero chi sono!!!) e a guardarsi allo specchio!
È il personaggio che mi è piaciuto di meno; non per colpa dell’autrice che, anche in questo caso, ha saputo delineare bene i suoi tratti, ma quanto per il suo egoismo e cinismo, che ahimè man mano che procede la sua vita si trova a subire a sua volta. È inoltre la donna in cui mi riesce più difficile immedesimarmi, poiché lontana dal mio modo di essere, tuttavia pian piano mi sono affezionata anche a lei! 
La dura realtà che la colpisce sia personalmente che lavorativamente è un quadro purtroppo reale e invita il lettore a riflettere da un lato su quanto effettivamente sia giusto sacrificare i propri affetti per la carriera, quando poi ci si può trovare all’improvviso “dalle stelle alle stalle” e dall’altro lato a quanto spesso siamo circondati da persone false e doppiogiochiste che non esitano a calpestare il prossimo pur di salire gradino per gradino la scala sociale.
L’epilogo della sua storia è qualcosa di splendido invece: la delicatezza, l’emozione e la commozione che ci regala mi ha appassionato moltissimo e toccato il cuore in profondità.

Vi starete chiedendo tutti a questo punto cosa c’entra il titolo del romanzo con le vicende che vi ho presentato? In realtà è la parte più fantastica...che scoprirete alla fine e che non potrà che lasciarvi di stucco...ve la lascio scoprire tutta da soli: non vi deluderà!

Lo stile della scrittrice è chiaro, semplice, diretto e coinvolgente. Le storie corrono una parallela all’altra e non avrete la possibilità di posare il volume finché non sarete arrivati all’ultima riga, dove la commozione e un sorriso si fonderanno insieme!

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9
Scrittura: 10
Personaggi: 9
Complessivo: 9 1/2

E voi lo avete già letto????? Linkatemi i vostri post o ditemi la vostra: sono curiosissima di leggere le vostre opinioni!

Alla prossima


Simo

domenica 20 maggio 2018

Recensione “Cento giorni di felicità” di Fausto Brizzi

Ciao a tutti, lo so lo so in questo weekend vi sto sommergendo di recensioni, ma sono tutti libri stupendi...me lo confermerete ne sono certa!!

Quello che sto per presentarvi è probabilmente il più bello e toccante!

Eccovelo!

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA





AUTORE: Fausto Brizzi
TITOLO: Cento giorni di felicità 
PAGINE: 385
CASA EDITRICE: Einaudi ottobre 2013 collana Stile Libero Big
PERCHÉ L'HO LETTO: mi è stato caldamente consigliato e avevo giusto giusto un buco tra le mie varie letture
GENERE: narrativa italiana


TRAMA

Non a tutti è concesso di sapere in anticipo il giorno della propria morte. Lucio Battistini, quarantenne ex pallanuotista con moglie e due figli piccoli, invece lo conosce esattamente. Anzi, la data l’ha fissata proprio lui, quando ha ricevuto la visita di un ospite inatteso e indesiderato, un cancro al fegato che ha soprannominato, per sdrammatizzare, «l’amico Fritz». Cento giorni di vita prima del traguardo finale. Cento giorni per lasciare un bel ricordo ai propri figli, giocare con gli amici e, soprattutto, riconquistare il cuore della moglie, ferito da un tradimento inaspettato. Cento giorni per scoprire che la vita è buffa e ti sorprende sempre. Cento giorni nei quali Lucio decide di impegnarsi nella cosa piú difficile di tutte: essere felice. Perché, come scriveva Nicolas de Chamfort, «la piú perduta delle giornate è quella in cui non si è riso».


RECENSIONE

Scrivere una recensione su un libro come questo non è sicuramente semplice: inevitabilmente ti immedesimi con terrore nel protagonista e ti chiedi cosa faresti se fossi al suo posto, pensi ai cari che ci sono passati e a cosa potesse essergli passato per la mente quando hanno saputo che la fine era inevitabile e ricacci indietro le lacrime e il groppo che hai in gola.

Perché allora intraprendere una simile lettura per quanto straconsigliata e amata da tanti? 
Semplicemente perché già alla prima riga ne sei inesorabilmente catturata e stregata, perché anche se il finale è già scritto a pag. 5 la fine non è poi così scontata e perché è un libro toccante, commovente, divertente,...e bello...ma bello davvero! 

Non so come l’autore abbia avuto una simile idea per la trama di questo libro (anzi si lo so perché sono andata a cercarmi una sua intervista per capirlo!), ma so con certezza che mi trovo di fronte ad una piccola opera d’arte!

La trama vi dà l’argomento: la Malattia del secolo (qui simpaticamente chiamata l’amico Fritz!), ma quello che sicuramente non vi aspettate è come viene trattato.

Innanzitutto la struttura ha già dell’originalità: un conto alla rovescia degli ultimi 100 giorni di vita del protagonista. Mi ha lasciata stupita per la crescente disperazione che mi aspettavo di trovare nel voltare pagina dopo pagina e che invece non c’è!
Lucio non si fa mai abbattere, è completamente preso dal suo “progetto” di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato che il sopraggiungere della fine è un aspetto quasi secondario. È ottimista, preso dalle incombenze quotidiane, si impegna a sconfiggere la malattia ma non ne fa la sua ragione principale, si dedica piuttosto anima e corpo a lasciare un buon ricordo di sé e a fare in questi 100 giorni tutto ciò che avrebbe voluto fare nel corso degli anni che l’amico Fritz putroppo gli strappa via.

Accanto a questa struttura, troviamo una scrittura veloce, scattante, coinvolgente! Brizzi non racconta per filo e per segno le giornate di Lucio, non è un diario nel senso tradizionale del termine, ma piuttosto una manciata di pensieri buttata sulla carta: ci spiattella nero su bianco ogni cosa degna di nota che attraversa la mente del protagonista e noi...subiamo, ridiamo, piangiamo, riflettiamo, pensiamo,...insieme a lui! 

Conosciamo Lucio sin dalla prima pagina: il suo carattere gioviale, il suo innato humour, la sua passione per la pallanuoto e il suo ruolo di allenatore di una squadra di serie...Z da quanto sono ultimi in classifica, il suo amore smisurato per i suoi bambini e per la sua adorata  Paola, il forte legame con gli amici di sempre Corrado e Umberto nonché il suo goloso vizietto per le ciambelle dell’amato suocero.
Pagina dopo pagina vediamo concretizzarsi i suoi desideri, anche se per il più importante dobbiamo aspettare le ultime pagine...e si perché il caro Lucio, subito prima di conoscere l’amico Fritz, ha compiuto la più grande cazzata della sua vita e ora deve assolutamente rimediare in tempo!

Accanto a lui troviamo parecchi personaggi secondari ma importantissimi: Paola in primis, l’amore della sua vita che ha un atteggiamento forse un po’ improbabile realmente, ma che mi ha affascinata e ho molto apprezzato per il suo temperamento; gli adorabili figli Lorenzo lo smontatutto e l’ecologica Eva, che vi regaleranno dei momenti di puro divertimento; gli amici d’infanzia Corrado, lo sciupafemmine pilota d’aerei e Umberto, il tranquillo veterinario, che, nonostante le differenze abissali di carattere, sono sempre pronti ad accorrere l’uno per l’altro, si capiscono al volo, ne combinano di tutti i colori...a qualunque età...una bella bellissima immagine della vera amicizia; ma quelli che ho amato di più sono Oscar e Massimiliano.
Oscar è il suocero pasticcere, che, nonostante la situazione in cui si è cacciato il protagonista, gli offre sempre una spalla e una ciambella (mannaggia alle sue ottime ciambelle fritte!!!), oltre ad un lavoro di investigazione per ritrovare una donna di cui si è invaghito (la prima volta dopo anni di vedovanza!). È un uomo semplice, tutto d’un pezzo, schietto e sincero, fatto di sentimenti veri e con una lingua senza peli...un suocero davvero invidiabile. 
Massimiliano invece è il titolare di un negozio proprio speciale, chissà se esistesse davvero quanti affari farebbe...perché di negozi così ne servirebbe uno in ogni città!!!! Andate a scoprire di cosa si tratta...sicuramente vi farà sorridere ma non solo. Comunque sia Massimiliano è un raggio di sole nella
vita di Lucio e nel suo piccolo gli dona quello che aveva bisogno: un nuovo amico su cui contare, che non giudica e ascolta, un uomo saggio che mette la sua esperienza di vita a disposizione del prossimo, con una buona tazza di the e dei biscottini...che non fanno mai male.


Anche di questo libro si potrebbe scrivere ancora parecchio, ma mi sono già dilungata parecchio e non vorrei farvi...russare!

Vi lascio, quindi, con un solo pensiero: leggetelo, leggetelo, leggetelo! Non avrete tempo di annoiarvi e neanche di tirare il fiato un momento, ma anche dopo l’ultima riga vi resterà impresso nel cuore e nella mente...come una goccia che non si scioglie e non scivola via.


GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 10
Scrittura: 10
Personaggi: 10
Complessivo: 10

P.s. Come sempre...aspetto il vostro pensiero!!!

Buona domenica a tutti!


Simo

sabato 19 maggio 2018

Recensione di “Il matrimonio di mia sorella” di Cinzia Pennati

Buon pomeriggio a tutti e bentrovati in questo weekend di recensioni librarie!!!!
Come al solito mi riduco all’ultimo, ma per fortuna le mie compagne di squadra questo mese capitanate dalla Cara  Mariangela di http://ilcuoredentroallecose.blogspot.it mi sostengono e mi incitano! Grazie di cuore a tutte! ❤️❤️❤️

Ma ora venite a conoscere il mio Cappello Parlante di questo mese!

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA




AUTORE: Cinzia Pennati
TITOLO: Il matrimonio di mia sorella
PAGINE: 240
CASA EDITRICE: Giunti 
PERCHÉ L'HO LETTO: è il mio Cappello Parlante nella Challenge delle Laure e della Bacci ❤️!
GENERE: narrativa “al femminile”


TRAMA

Bellissima e sognatrice, da sempre Celeste è la prediletta della famiglia, adorata dagli amici e dai numerosi corteggiatori. E finalmente è arrivato il giorno che tutti aspettavano: le nozze con Roberto, l'uomo ideale, solido e affidabile. Un matrimonio in grande stile, con un abito da favola e la chiesa traboccante di fiori. Ben diverso dalla rapida cerimonia con cui si è sposata la sorella maggiore Agnese: quasi un marchio d'infamia che la madre non le ha mai perdonato. D'altronde, Agnese è la figlia concreta e misurata, quella su cui si può sempre contare, che non riserva sorprese. Ma adesso, a quasi quarant'anni, con due bambine, un lavoro estenuante e un marito con cui forse la magia non c'è mai stata, Agnese vacilla: è veramente questa la vita che desiderava? E se è così, perché prova uno strano brivido ogni volta che riceve un messaggio da Andrea, quel nuovo collega così comprensivo? Ma quando perfino Celeste, tanto sicura e perfetta, viene messa in crisi da un ritorno inaspettato, Agnese non può che chiamare a raccolta le donne di famiglia, tutte radunate davanti a un bicchiere di sherry: la madre Ines, in eterno conflitto con la nonna; la cugina Fiamma, con un segreto nel cuore; e soprattutto l'eccentrica zia Rosa, che non si è mai sposata ma ha molto da rivelare sulla forza della passione... Nell'arco di un solo giorno speciale, tra ricordi, confessioni, tradimenti e riconciliazioni, Agnese vedrà cadere ogni certezza e ogni maschera: ma è davvero troppo tardi per essere leali con se stesse?


RECENSIONE

Ecco il libro dove ogni donna, prima moglie e poi madre, può riconoscersi e porsi le stesse domande che si fa la protagonista/narratrice della storia: Agnese.

Già alle prime righe del romanzo mi sembrava di leggere la mia storia: due bambini che non ti mollano un attimo, un marito che a volte stenti a ritrovare in mezzo al caos più totale, una vita che corre e non ti lascia il tempo di riflettere e di goderti le cose importanti, uomini incapaci di resistere mezza giornata coi propri figli (questo per fortuna non è il mio caso 😉), ... insomma appena preso questo romanzo in mano ho pensato:”Sarà una noia mortale! Tutte cose viste, vissute o perlomeno già sentite!” e invece no!

Ma procediamo con ordine e iniziamo dalla storia.
Tutto si svolge nell’arco di una giornata speciale: il matrimonio di Celeste, sorella minore di Agnese (e sí leggerete di battibecchi tra sorelle, di preferite di famiglia, di persone viziate e di persone sagge,...ma anche di affetti profondi, di sorelle che sostengono colei che è in difficoltà, di rapporti esclusivi,...come in ogni rapporto tra fratelli che si rispetti!) e vivremo tutta la giornata proprio attraverso gli occhi di quest’ultima! 

Partiamo quindi al mattino da casa sua e la seguiamo nei vari preparativi che accompagnano un simile evento in famiglia: sostenere la sorella, andare a prendere l’amata cugina all’aeroporto (senza dimenticarsela...quanto sembro io questa!!!), accudire la mamma, sopportare la nonna,...
In tutto questo trambusto la mente di Agnese, dopo aver affrontato come ogni volta i battibecchi con la madre e con la sorella (al massimo della suscettibilità), si trova a vagare e a riflettere sulla propria vita, sulle sue scelte, sul fatto di non aver realizzato i propri sogni,...insomma si chiede se sposarsi sia stata una scelta giusta o meno! Soprattutto ora che un nuovo interesse sembra affacciarsi all’orizzonte e che sua sorella dovrebbe  intraprendendere la sua stessa strada...ma...colpo di scena...che naturalmente non vi svelo: correte a leggervelo e a gustarvelo in tutta la sua ironia!!!!

E quindi cosa resta da fare? Una cosa sola: fuggire da quella gabbia di matti e rifugiarsi da zia Rosa, l’unica persona in famiglia a non essersi mai sposata e capace di affrontare “in contemporanea” mamma e nonna, quest’ultima un vero peperino saccente! Grazie alle sue parole e al racconto davvero speciale che fa alle tre nipoti, tutte quante ad un bivio importante della loro vita, sapranno tutte quante cosa fare e se non lo capiscono, beh per fortuna la vita interviene!

L’autrice con garbo ed ironia ci conduce all’interno di una storia fatta di segreti, routine, pensieri, capricci,...che profumano di famiglia, legami e affetti, il tutto condito con una scrittura davvero piacevole, rilassante ma mai monotona, coinvolgente e ironica. 

Anche i personaggi, sono realistici (ci si può immedesimare benissimo), con i loro pregi e i loro mille difetti e anche i più “difficili” nascondono un lato affettivo che li rende meno antipatici. Ho molto amato la figure di Agnese, in tutta la sua umanità e imperfezione. Da lei ci si aspetta sempre la parola giusta, il comportamento ammirevole e la perfezione richiesta ai figli maggiori. Lo ha sempre fatto finché non scoppia ed esce il suo lato più intimo, che ce la fa apprezzare ancora di più! 
Insieme a lei non posso dimenticare zia Rosa: questa vecchietta arguta e dalla risposta sempre pronta ma mai banale riesce ad aiutare con poche e semplici parole le ingarbugliate menti di Celeste, Agnese e Fiamma (la cugina che vive a Londra!) e ci stupirà non poco con la sua vicenda personale.

Avrei mille altre cose da dire su questo libro e sui suoi personaggi (non ho fatto menzione dei ruoli maschili, perché messi in ombra dalle loro super compagne, ma vi assicuro che anche loro sono degni di lode, in particolare papà Gió e Pablo, il compagno di Fiamma, senza dimenticare il misterioso Ramon!)...mamma mia fermatemi se no faccio un poema!

Non mi resta che invitarvi a leggere subito questo splendido volume, dove troverete tutte quelle cose che a noi donne piacciono tanto: calore, famiglia, amori, mistero, suspance, ma anche crescita personale e ricerca della felicità.

Vi lascio con una splendida poesia...tratta proprio da questo romanzo!!!

Metti un piede dopo l’altro.
Salva ciò che è imperfetto.
Ogni tanto inchinati a quell’altra te stessa.
Fai quello che riesci.
Non ti occupare dei chiunque.
Per procedere bisogna tornare indietro.
Ognuno ha i genitori che si merita. Non fuggire.
Le parentesi contano. Cerca la donna che vuoi essere. Resisti. Ogni tanto metti un punto. Siamo le nostre madri.
Sei tu l’unica costante della tua vita.
In ogni famiglia c’è una Giovanna D’Arco.
Non si può aggiustare tutto. Le cose accadono.
Un sano vaffanculo ogni tanto è necessario.
Le cose non sono mai come sembrano. Stai al gioco.
Vai fino in fondo.
Un compromesso è per sempre.
Senza legami non siamo niente.
La felicità si nasconde nei posti più improbabili.
Un padre, qualunque esso sia, è per sempre. Desidera!
L’inizio e la fine sono lo stesso capo di un filo. Talvolta l’amore è la risposta giusta.
Nella vita bastano un paio di ballerine rosse.
Non è mai troppo tardi.
Non ti ostinare a conservare. Tutto cambia.
Nel mentre vivi.
Obiettivo: essere felici.



GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 8
Scrittura: 10
Personaggi: 8
Complessivo: 9

Attendo le vostre impressioni e i link alle vostre recensioni!

Buon weekend 

Simo

Recensione di “Dov’è finita Audrey?” di Sophie Kinsella

Ciao a tutti e buon weekend!!!! 
Oggi vi presento un libro che mi è piaciuto un sacco e che volevo leggere da un bel po' di tempo, viste le numerose recensioni positive che ho trovato in giro e alle quali sta per aggiungersi la mia!

Prego seguitemi...vi presento Audrey!

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA




AUTORE: Sophie Kinsella
TITOLO: Dov’è finita Audrey?
PAGINE: 285
CASA EDITRICE: Mondadori
PERCHÉ L'HO LETTO: era da un po’ che leggevo qua e là recensioni molto positive e intriganti su questo libro, quindi ho DOVUTO leggerlo!!! 😜
GENERE: narrativa di formazione


TRAMA

Audrey ha quattordici anni e da tempo non esce più di casa. Porta perennemente grandi occhiali scuri, e non certo per fare la diva, ma perché questo è il suo modo per proteggersi dalle persone che la circondano e sfuggire al rapporto con gli altri. A scuola le è successo qualcosa di brutto che l'ha profondamente segnata, e ora Audrey è in terapia per rimettersi da attacchi d'ansia e panico che non le permettono di condurre una vita serena e avere contatti con il mondo esterno. Prigioniera nella propria casa, riesce a guardare negli occhi solo Felix, il fratellino più piccolo. Suo fratello Frank, invece, ha un anno più di lei ed è ossessionato dai videogames e – con grande preoccupazione della madre iperprotettiva e vagamente nevrotica – non si stacca un attimo dal computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Quando Audrey incontra Linus per la prima volta, nasce in lei qualcosa di diverso, e piano piano riesce a trovare il modo di comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa la scintilla che aiuterà non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata. Dov'è finita Audrey? è un romanzo caratterizzato da una grande empatia in cui si ride e ci si commuove. Sophie Kinsella riesce ad alternare momenti di puro humour ad altri più seri e teneri con grandissima sensibilità, raccontando il percorso verso la guarigione di una fantastica e coraggiosa ragazzina e parlando al cuore di tutti.


RECENSIONE

Già solo dal nome Audrey mi piaceva: adoro l’attrice che portava questo nome, per cui ho iniziato questo romanzo con le aspettative più rosee...che effettivamente sono state rispettate!

La protagonista è una quattordicenne vittima di un grave episodio di bullismo scolastico, che tuttavia non viene mai raccontato, ma semplicemente menzionato qua e là, e che si deduce tra le righe. Ecco l’unico aspetto che non condivido, qua come in molti altri romanzi, non vengono chiarite per bene le situazioni e a me piacciono le cose svelate nero su bianco...anche perché non tutti traiamo le stesse conclusioni e abbiamo le stesse impressioni! 
Ma torniamo a Audrey. Come vi stavo dicendo questa poca chiarezza è effettivamente l’unico neo che ho trovato, per il resto è tutto un pollice verso l’alto.

A partire dallo stile di scrittura, sempre lineare, spumeggiante, coinvolgente e appassionante. Ho apprezzato molto la narrazione dello svolgimento del  “compito” assegnatole dalla psicologa alla ragazza: si ha esattamente la sensazione di essere Audrey e di vedere con i suoi (anzi il suo) occhi cosa accade e cosa realmente lei stia percependo. 
Un ottimo stratagemma che spezza positivamente il racconto in corso e crea un finale di capitolo sempre imprevedibile. 
Senza parlare dello humour di cui è cosparso tutto il testo: l’autrice tratta con uno stile leggero un argomento che non lo è affatto, per cui avrete sempre il sorriso sulle labbra durante tutta la lettura. 
Senza dubbio un’altra ottima qualità in un romanzo: adoro leggere divertendomi (o sbellicandomi dalle risate, come accade più volte in questo caso!).

Ma veniamo ai personaggi, che sono a parer mio i migliori protagonisti di tutto il libro.

Avrete capito scorrendo le righe della trama che ci troviamo di fronte ad una ragazzina che ha subito un trauma psicologico a scuola e che non è stata più in grado di affrontare gli altri. Si nasconde dietro ad un grosso paio di occhiali scuri da sole, è in terapia da una brava psicologa perché soffre di attacchi di panico al solo pensiero di un contatto con la gente, non esce più di casa ma è circondata da una famiglia a dir poco spettacolare che fa di tutto per aiutarla!
In questo strano contesto si inserisce Linus, un amico del fratello maggiore, che piano piano riesce a penetrante il suo spesso guscio e la aiuta poco a poco ad uscirne. 
Il loro rapporto è davvero di una delicatezza disarmante, fatto di dita sfiorate e di parole scritte e passate sotto la porta. Davvero una bella immagine che esprime sentimenti positivi e sinceri, mi è rimasta nel cuore! 
Linus è senza dubbio uno dei miei personaggi preferiti: positivo, ottimista, forte, sincero e coraggioso! 
Aiuta Audrey lanciandole delle sfide assurde che nella loro pazzia l’aiutano ad affrontare le sue paure e a recuperare la tranquillità e la spensieratezza che una  ragazza deve avere.
E poi c’è il risvolto della medaglia...che vi lascio il piacere di scoprire da soli!

E la mamma? Non potrà che farvi sbellicare dalle risate: isterica (mi ricorda un po’ me stessa, quando sono alle prese coi miei terribili figli!!!), fuori di testa, assuefatta alle notizie che compaiono sul Daily Mail (il suo giornale preferito!) e che puntualmente propina alla famiglia, ma allo stesso tempo amorevole e protettiva coi figli...fino agli eccessi! Non ditemi che non vi sarebbe piaciuta una mamma così!!!
Non voglio annoiarvi troppo, ma anche la psicologa, il papà, il fratellino minore Felix ed il maggiore Frank, sono dei personaggi da vivere! 
Ognuno di loro adora Audrey, subisce senza possibilità di fuga la mamma e ci regala belle e divertentissime emozioni!

Un’ultima parola per la nostra Audrey: intelligente, distrutta, ansiosa, terrorizzata,...ma anche coraggiosa, innamorata, desiderosa di guarire e tornare alla normalità...sono decisamente tante e troppe le emozioni che deve affrontare e il suo personaggio ci regala sensazioni che restano nel cuore e nella mente. Un personaggio tuttavia positivo: riesce a vincere i suoi problemi, cade e si rialza, vuole e ama la vita...chi potrebbe non amare questa ragazzina!!!

A parer mio, questo libro dovrebbe essere letto nelle scuole, proprio per far capire ai ragazzi quanto male possano provocare la derisione, i maltrattamenti e le parole che vengono dette con tanta superficialità. 
Questa mattina ho pubblicato la recensione di un altro libro sugli adolescenti che tratta tematiche simili, ma con un esito completamente opposto...ecco quindi presentati i due lati della medaglia: i due percorsi che un adolescente può intraprendere per uscire da una situazione per lui ingestibile! Sinceramente mi sento però di invitare tutti quanti a conoscere questo libro, perché il mondo ha bisogno di storie belle, che scaldano il cuore e ci fanno vedere la luce in fondo al tunnel!

Buona lettura a tutti!!!

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9
Scrittura: 10
Personaggi: 10
Complessivo: 9/10

Come sempre leggerei con molto piacere le vostre impressioni su questo romanzo!


Simo

Recensione di “Tredici” di Jay Asher

Ciao a tutti e bentornati a trovarmi! Oggi vi parlo di un libro che volevo leggere da tempo un po’ per via della serie Tv che ne è stata tratta, un po’ per la struttura in cui è stato scritto. 
Così insieme alla mia amica Lisse di Pane, Libri e Mocaccino (http://panelibriemocaccino.blogspot.it/?m=1) abbiamo affrontato la lettura di questo inquietante romanzo e in una giornata l’ho divorato!
Venite con me che vi spiego come mai.

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA


AUTORE: Jay Asher
TITOLO: 13 
PAGINE: 236
CASA EDITRICE: Mondadori versione del 2008
GENERE: narrativa americana


TRAMA

Clay torna da scuola e fuori dalla porta trova ad aspettarlo una pessima sorpresa: sette audiocassette numerate con dello smalto blu. Ascoltandole, scopre che a registrarle è stata Hannah, la ragazza per cui si è preso una cotta. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Quelle cassette sono il suo modo per avere l'ultima parola sulle vicende che, secondo lei, l'hanno portata alla morte: facendole scorrere, Clay scopre che il destinatario del pacchetto deve ascoltarle e poi passarle al successivo di una lista. Nelle cassette, 13 storie: ognuna legata a una persona che ha dato ad Hannah una ragione per togliersi la vita. Seppur sconvolto, non può resistere alla tentazione di esplorare a fondo la storia che lo riguarda e, guidato dalla voce di lei, visiterà i luoghi che lei vuole mostrargli, finché non gli rimarrà altro da ascoltare...


RECENSIONE



Tragico, terribile, inquietante, drammatico, appassionante,...un vero pugno nello stomaco.

Ecco in sintesi quello che ho pensato sia durante la lettura che al termine a “mente calda”.

Ma partiamo dall’inizio! Si tratta di un romanzo suddiviso in 7 lati A e 7 lati B (quelli delle audiocassette ricevute da Clay!), un pre-ricevimento
                                                                         

 cassette e un post-ricevimento cassette, per cui è un libro che strutturalmente corre molto veloce, ti porta in continuazione ad “ascoltare” i vari lati, in un 


susseguirsi di colpi di scena sempre più forti. 

La voce narrante è quella della vittima, mentre quella “fuori campo” è quella dell’attuale possessore delle cassette che come noi lettori DEVE febbrilmente ascoltarle 
                                                                                     

               ,  in un susseguirsi sempre più crescente di disperazione, rabbia e senso di impotenza visto che sa già di non poter fare più niente ormai.
Hannah con freddezza punta il dito contro tutti coloro che hanno fatto parte della sua irrefrenabile discesa verso il basso e lucidamente “spiega” quale parte del loro comportamento l’ha portata a compiere il gesto estremo! 
Apparentemente in alcuni casi si tratta davvero di “bravate” (una maldicenza, una lista scolastica della più..., un mancato saluto, l’essere usata come taxista,...) che però nella protagonista scavano pian piano un senso di inadeguatezza e una convinzione quasi di “meritare” ciò che le accade.
In altri casi invece ci troviamo di fronte effettivamente a situazioni ben più gravi, tragiche e pericolose.
Hannah accompagna l’ascoltatore tra i suoi ricordi e fisicamente gli chiede di seguire le tappe della sua narrazione: ci troviamo così nella sua casa, al parco, a scuola,...insomma in tutti quei luoghi che per lei sono parte integrante del racconto, quasi potessero anche loro parlare e raccontare quanto hanno visto. 

Non sono riuscita a comprendere quale sia stata comunque la molla che ha fatto scattare in Hannah LA decisione: era benvoluta da molte persone, adorata dai suoi genitori, amata da un ragazzo sensibile e intelligente,...insomma c’erano tutti i presupposti per uscire dal suo dramma, farsi aiutare da qualcuno e arrivare ad un lieto fine! 
Mi sono arrabbiata moltissimo per la rassegnazione mostrata negli ultimi “lati” della cassetta: Hannah VOLEVA farla finita! Stop! Niente e nessuno potevano fermarla, perché lei non voleva salvarsi! E da sola ha velocemente deciso che QUELLA fosse l’unica possibilità e l’ha messa in atto!
Un finale che lascia l’amaro in bocca e che ci porta a riflettere su come anche i comportamenti e le frasi che noi reputiamo più “leggeri” possano in realtà essere considerati in ben altro modo agli occhi altrui.

La scrittura dell’autore è accattivante, giovanile (è un libro dedicato e sugli adolescenti, ma adatto comunque anche ad un pubblico maggiorenne!), intensa, coinvolgente, a tratti “stritolante”: quando inizi non puoi smettere la lettura fino all’ultima riga e man mano che si procede si ha l’impressione di essere risucchiati sempre più giù, verso la fine, verso il punto di non ritorno...mi sembrava di soffocare!







È un libro molto duro, che tratta purtroppo una tematica attuale...ho trovato parecchi spunti di riflessione ma anche parecchia “esagerazione”; mi auguro che LA decisione del suicidio non venga mai presa così a cuor leggero e per motivazioni così futili, senza dare alla vita una seconda chance, in particolar modo come in questo caso, dove di “salvagenti” ce ne sono stati diversi.  







Nonostante qualche parte un po’ “scricchiolante”, consiglio vivamente la lettura di questo romanzo e resto in attesa di conoscere la vostra opinione!!!




GIUDIZIO COMPLESSIVO


Trama: 8
Scrittura: 10
Personaggi:  7
Complessivo: 8 1/2


Un caro saluto a tutti e alla prossima recensione


Simo